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Sicurezza

Page history last edited by andreacivati@... 10 years ago

Ciao!

Il tema della sicurezza è sicuramente difficile da affrontare, e mi stupisce che sia ancora in bianco... provo a lanciare qualche spunto di riflessione sul tavolo, e vediamo cosa ne esce.

Esistono molti punti di vista e molti aspetti di cui si deve trattare parlando di sicurezza: le parole chiave sono prevenzione, responsabilità, giustizia, e via dicendo. Se ne occupano agenzie specializzate, in particolare quelle di law enforcement, ma non solo. E anche questi aspetti (e queste agenzie) devono essere argomento di dibattito politico, poichè spesso i tempi e i modi delle loro azioni hanno degli effetti sulla società che sono squisitamente politici.

Ma non voglio qui approfondire tali questioni. Vorrei piuttosto proporre una riflessione su un altro aspetto della sicurezza che è centrale nella società attuale: quello della sua PERCEZIONE. Ovviamente il protagonista di questo discorso sono i media.

I media, e in particolare la Tv, come sappiamo sono il luogo in cui gli italiani formano la loro idea politica e le loro tendenze di voto. Detto in altre parole, guardando il Tg (e più in generale la Tv), due terzi degli italiani decide chi votare. Sappiamo anche che i media, per vendere di più, tendono a sovra rappresentare notizie che riguardano fatti violenti. Non è un segreto che nelle scuole di giornalismo una delle prime regole che insegnano è quella delle “tre S”: le notizie che appassionano di più i lettori sono quelle che parlano di Sesso, Soldi e Sangue. Detto in altre parole: i fatti violenti hanno sempre un posto in prima pagina perchè alzano gli ascolti. Ovviamente nelle TV commerciali questa logica è esasperata, ma anche la Rai o altri media di carta stampata non ne sono immuni. Ne consegue che spesso anche se gli stupri, gli omicidi o le rapine diminuiscono, sui media locali e nazionali sono sempre presenti, con la stessa visibilità, allo stesso modo,  nelle prime pagine. Guardando la Tv, e in particolare la Tv commerciale che ha come unico e solo obiettivo quello di aumentare l’audience, la percezione è quella di vivere in un inferno, assediati 24 ore da criminali (molto spesso immigrati).

Con ciò non voglio assolutamente dire che il problema della sicurezza è generato dai media. I media tuttavia amplificano (e di molto) la percezione dei problemi relativi alla sicurezza, fornendo in un piatto d'argento la possibilità di creare consenso ai partiti che si fregiano di parole d'ordine quale "ordine", "pulizia", "cacciamo gli immigrati", e via dicendo. La Lega in particolare, ma anche altri partiti del centrodestra, su queste paure ci marciano.

Ciò di cui la sinistra dovrebbe dotarsi è un concetto di sicurezza diverso, in cui non serve un coprifuoco a rendere una città sicura. Una città sicura è una città viva, piena di persone responsabili. In cui le strade sono piene di persone. In cui le teste delle persone sono piene di cultura, di valori. Di rispetto. Rispetto per le donne, per gli omosessuali, per gli immigrati. Rispetto per chi è diverso. Un rispetto che dovrebbe essere insegnato nelle scuole, nelle famiglie, nelle stanze della politica. Nelle televisioni e sui giornali. Questa è una città sicura.

Questo discorso non è (e non vuole essere) assolutamente esaustivo sugli aspetti da trattare per quanto riguarda la sicurezza. L'obiettivo è stimolare un dibattito.

Per ora, mi fermo qui.

Ci leggiamo su http://politicaltv.wordpress.com/

Matteo

 

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NUOVO POST

 

Carissimi,

dopo un primo periodo in cui attraverso il wiki e la mail andiamooltre@gmail.com abbiamo raccolto le vostre idee e le vostre proposte è il tempo di concretizzare le idee.

I comitati e le persone

In alcuni territori sono nati alcuni comitati e gruppi che stanno incontrandosi e riunendosi per programmare alcune iniziative. L’invito è di cercare di rimanere in contatto anche nelle altre realtà dove si siano rese disponibili persone interessate al Progetto Nord e ad Andiamo Oltre.

È necessario anche coinvolgere nuove persone sulle singole iniziative per continuare ad “allargare il cerchio”.

Tutte queste energie coinvolte credo debbano essere motivate a lavorare su cose concrete. Ho proposto a chi mi ha contattato alcuni progetti mirati sull’esperienza delle realtà locali.

Tra i primi a Bergamo si sono attivati e hanno disegnato una road map che disegna concretamente questo percorso. Ve lo giro così che il  format bergamasco possa essere utili a singoli o gruppi che si vogliano mobilitare.

Questi gruppi si potrebbero concentrare sulle  "Buone Pratiche" dei Comuni e sui candidati vincenti del PD con l'obiettivo di elaborare dei documenti politici su esperienze e iniziative concrete.

Naturalmente questo format si può applicare anche ad altri temi. Penso, ad esempio, al mondo del lavoro autonomo, delle partite IVA e dei piccoli imprenditori che al Nord sono spesso oggetto delle attenzioni del Pd sono in scadenze elettorali. Sarebbe interessante attraverso Andare Oltre comunicare e cercare di capire questa galassia che rappresenta il cuore produttivo del Nord. Il sistema potrebbe essere il medesimo dello schema sopra riportato.

Un altro tema su cui si potrebbe attivare il lavoro è l’immigrazione: le pratiche di integrazione e coinvolgimento che nelle varie realtà si sono sviluppate.

 

Il format bergamasco 

a)      Come abbiamo vinto? gli elementi caratteristici e distintivi che hanno portato liste e liste civiche di centro sinistra a vincere le elezioni nei comuni in contesti difficilissimi; in provincia infatti Lega e Pdl superano ampiamente, il 70/75%;

b)      Le "Buone Pratiche", cioè esperienze e soluzioni adottate da ammnistrazioni comunali che hanno affrontato positivamente determinate problemi in modo innovativo e concreto;

c)       Cosa fa il Pd? Come si pone il PD rispetto all'ente o come dovrebbe farlo?

d)      Il federalismo di cartone. Abbiamo anche deciso di raccogliere informazioni sui trasferimenti finanziari dallo Stato ai Comuni per il periodo 2003 - 2009 per documentare il federalismo alla rovescia del centrodestra.

La road map.

Primo step. Effettuare il lavoro attraverso incontri/interviste con sindaci e referenti di amministrazioni comunali:

  • § 
  • §  definiremo inoltre una lista di Amministrazioni Comunali, 10/15 da incontrare ed "intervistare". Le sceglieremo tra quelle amministrate dal centro sinistra e potremo anche inserirne alcune che non sono state confermate nell'ultima tornata elettorale; talvolta, purtroppo, le buone pratiche non sono sinonimo di vittoria assicurata;

Secondo step.

  • §  incontrare la segreteria provinciale per presentare l'iniziativa ed eventualmente avere uno spazio per presentarne i risultati alla prossima Festa Democratica provinciale;
  • §  fissare un calendario di incontri con le amministrazioni prescelte;
  • §  elaborare il documento finale; il tutto entro fine luglio 2010 (magari anche prima).

 

Il documento politico-riassuntivo

In parallelo al lavoro delle realtà locali, a livello centrale (passatemi il termine un po’ sovietico…J) abbiamo strutturato un schema di documento politico-riassuntivo su cui stiamo lavorando e che sarà pronto prossimamente.

Gli appuntamenti

Infine gli appuntamenti concreti e non virtuali del Progetto Nord.

Stiamo organizzando un incontro per fare il punto del lavoro svolto e per scambiarci le idee, che con ogni probabilità si svolgerà a Giugno, probabilmente in Provincia di Varese. Vi terremo, naturalmente, informati.

 

Rimango a disposizione attraverso l’email andiamooltre@gmail.com e la mia personale (se scrivete alla mia personale, mettete sempre in copia conoscenza quella di Andiamo Oltre).

A presto

Andrea Civati

 

Comments (5)

Sara said

at 10:32 pm on May 6, 2010

Caro Matteo, hai toccato un tema a me molto caro. Quello che dici è molto bello, tuttavia occorre molto tempo per realizzarlo, anzi oserei dire anni. Bisogna trovare un punto di equilibrio tra informazione e comunicazione. Soprattutto la comunicazione è troppo aggressiva nei confronti dei bambini che sono le generazioni del futuro. Innanzitutto, ci sono molti stranieri che una volta non erano presenti nel nostro tessuto sociale e che spesso si trovano in difficoltà nel relazionarsi con gli autoctoni ed una società che pone l'accento su una comunicazione violenta, basta pensare ai cartoni animati attuali (io guardavo Candy Candy, per dire..) o l'eccessivo consumismo e benessere da parte di chi se lo può permettere che crea squilibri, disugualianze e disprezzo in alcuni casi. Credo che il problema riguarda principalmente i media ma tu sai chi possiede questo potente mezzo. Quanto l'informazione, a mio avviso no deve passare solo tramite i giornali occorre un lavoro di sinergia tra scuole e associazioni di volontariato che sensibilizzano le tematiche nelle scuole e nelle università. Il ruolo del terzo settore in questo caso è cruciale.

robertocaprioli said

at 6:37 pm on May 11, 2010

Anch'io penso che oltre ad un vero problema di sicurezza ce ne sia uno legato alla "percezione" della sicurezza e che il modo per risolverlo passi per le scuole ed il terzo settore.

Se ci si trova a passare in via Imbonati a Milano per la prima volta si ha una sensazione di poca sicurezza perchè ci sono tanti immigrati. Immigrati quindi sconosciuti e diversi quindi fanno paura. Se pero si inizia a passarci abitualmente si nota che loro son li a perdere tempo, farsi i fatti i loro e che problemi di sicurezza (intesa come incolumità fisica) ci sono li ma come in altre zone.

La percezione è anche legata all'ambiente se arrivo in una via e trovo un cantiere, sporco senza nessuno in giro tolto una pattuglia dell'esercito fossi anche in Montenapoleone e penserei che quello non è un posto sicuro!

Anche per me il PD dovrebbe essere portatore di una citta sicura perchè viva, di una citta in cui la gente vive ed esce.
Contro citta militarizzate per essere sicure.


Sara said

at 7:44 pm on May 11, 2010

L'ambiete! Hai ragione! E' un tema talmente vasto che sfocia in qualsiasi ambito. Bisogna aggiungere al termine ambiente tanti aggettivi qualificativi: scolastico, territoriale, economico, sociale, sportivo, lavorativo... E' uno studio molto profondo che và applicato nel tempo, nel tessuto sociale e in base ai cambiamenti sociali

pier said

at 10:40 am on May 18, 2010

Sono d'accordissimo sull'analisi, ma mi pare difficile pensare di poter cambiare i media, almeno finché B. è in sella.

Un aspetto banale che secondo me è importante e si può influenzare direttamente è l'illuminazione, in particolare notturna, una città ben illuminata è percepita più sicura di una scura.

robertocaprioli said

at 4:45 pm on May 21, 2010

esatto Pier anche per me la sicurezza passa per cose come un'illuminazione migliore, o la presenza di negozi o bar aperti.
sono piccole cose non certo punti cardine di un programma ma elementi che di certo aiutano e con un semplice gesto possono migliorare le cose.

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